“Voi non sapete quale dono grande siete per la nostra Chiesa”

“Voi non sapete quale dono grande siete per la nostra Chiesa”

“Tutte voi, per me, siete state una forza: grazie a voi io sono qui. Dai vostri occhi si scorgeva quell’amore che solo il Signore può donare, perché siete mamme. E io mi sono fatto strumento del suo amore”. Daniele Nocca riceverà l’ordinazione diaconale il 12 settembre a Pozzallo, nella parrocchia di San Paolo Apostolo. Quello di ieri sera, per lui, è stato un ritorno a ‘casa’. La ‘Casa don Puglisi’ di Modica, dove ha prestato servizio pastorale. E il clima di preghiera e di condivisione è stato di vera famiglia, in un segno della carità che, come ha ricordato Maurilio Assenza, è anche un “centro vocazionale”. Perché vi si matura la vocazione al servizio. Insieme a Daniele, anche Marco Rabito ha voluto testimoniare la sua gioia nel prepararsi al diaconato “transeunte”, a un passo, quindi, dal diventare sacerdote. Diaconato che non è, però, solo una breve tappa di passaggio o, peggio ancora, una sorta di “investitura”, ma un’armatura – ha detto Marco: “Perché tutta la nostra vita si basi sulla fiducia in Dio”. A introdurre la serata è stato Maurilio Assenza, direttore della ‘Casa don Puglisi’, il quale ha ricordato il profondo legame della ‘Casa’ con i seminaristi, grazie alla figura di don Puglisi, “un prete vero”, come ripeteva spesso il vescovo Nicolosi. E la ‘Casa’, sottolinea l’attuale vescovo, Mons. Staglianò, è un “fatto di Vangelo”. Il primo momento è stato quello della preghiera, con i vespri celebrati nel terrazzo della Casa, da cui si ha una bellissima vista sulla città, con un semplice tavolo con sopra la Parola di Dio, la reliquia “ex sanguine” del martire Pino Puglisi e una lanterna, utilizzata nel presepe della città, a sottolineare che “Gesù è la luce”. Terminata la preghiera, Daniele ha raccontato come sta vivendo questo momento in preparazione all’ordinazione diaconale: “È di una bellezza unica sentirsi amati dal Signore, lo siamo tutti e ognuno in maniera particolare. Da quando ho saputo dell’ordinazione diaconale ho cercato di mettermi nell’atteggiamento di Maria… Qualcosa di inspiegabile, ogni parola è superflua per spiegare questa forte emozione: comprendo, almeno ci provo, il silenzio di Maria, che serbava tutto nel suo cuore. Maria era una mamma, e a Casa don Puglisi, insieme a voi mamme, ho fatto un’esperienza meravigliosa”. Ha poi ricordato: “Quando sono arrivato qui, il mio stato animo non era dei migliori: ma quando Maurilio mi ha fatto notare che la cappella, dove si trova il Santissimo Sacramento, regge tutta la Casa, questo è stato motivo di conforto per me: vale la pena dare tutta la vita per Gesù, perché lui stesso ha dato la vita, per primo, per me”. Marco sarà ordinato diacono il 3 settembre, a Pachino, nella chiesa del Sacro Cuore. Anche lui ha maturato esperienze di servizio, al Cottolengo di Torino, dalle suore di Madre Teresa a Parigi. E riflettendo sul fatto di trovarsi su una terrazza da cui si vede tutta la città, ha detto: “Ecco, il nostro compito è quello di portarsi dalla casa alla piazza, lungo le strade… quello del diaconato è un ministero del servizio, dovremo conformarci a Cristo servo”. Il diaconato “transeunte” come un “matrimonio”, una tappa che porta al sacerdozio, una scelta che “vale per tutta la vita”. “Pregate per noi, perché è una scelta che impegna tutta la nostra vita, ma non è un dono solo per noi, è un dono per tutta la Chiesa”… e ha concluso, rivolgendosi alle mamme e ai bambini: “Voi non sapete quale dono grande siete per la nostra Chiesa”. Poi qualche domanda proprio delle mamme: “In questi otto anni avete mai avuto dubbi?”… “Certo”, hanno risposto Marco e Daniele all’unisono, “la fede non procede a occhi chiusi, è un continuo interrogarsi, ci sono anche momenti di scoraggiamento…”. La serata si è conclusa con una cena conviviale e il dono, a i due futuri diaconi, dell’icona di don Pino Puglisi prodotta dall’associazione Papa Giovanni XXIII e del libro ‘Per strade deserte’ di don Christian Barone, assistente della Caritas diocesana.