L’otto per mille della Chiesa cattolica aiuta le ripartenze

L’otto per mille della Chiesa cattolica aiuta le ripartenze

Quest’anno la Casa don Puglisi ha ricevuto due somme dell’otto per mille per i progetti di ripartenze dentro e fuori la Casa (30.000+20.000). Si tratta di una restituzione intelligente e attenta alla comunità di somme affidata alla Chiesa cattolica per una carità che vuole essere evangelica, mettendo al centro le relazioni. Nella Casa, infatti, si attivano percorsi inclusivi che permettono ripartenze nella vita (solo quest’anno sono state coinvolte quaranta persone tra mamme, ‘non mamme’, bambini, adolescenti). Su tre versanti.

Cammini protetti dentro la Casa. Sono rivolti alle mamme con i figli e le persone singole che abitano dentro la Casa don Puglisi con situazioni più complesse. Con i percorsi educativi volti all’acquisizione di abilità personali e relazionali, di abilità e sicurezza nell’accudimento dei figli; allo sviluppo delle autonomie personali; alla costruzione e sviluppo di una rete sociale. Si sviluppano anche percorsi attenti alla nutrizione, igiene e sicurezza, educazione dei figli, linguaggi narrativi e giochi cooperativi per migliorare autostima e fiducia nelle relazioni.

Cammini rivolti verso passi evolutivi per la semi-autonomia e l’autonomia. Le singole persone e i nuclei familiari che hanno raggiunto determinati obiettivi e abilità relazionali continuano il loro percorso fuori dall’ambiente protetto in appartamentini attigui alla Casa, sperimentandosi come nucleo autonomo nella gestione del proprio spazio. In questo passaggio è fondamentale la accompagnamento socio-educativo del nucleo a partire da un preciso ‘patto educativo’ che richiede impegni reciproci.

Cammini in rete con il Centro di ascolto, seguendo quei nuclei che hanno completato il loro percorso di crescita e autonomia o situazioni segnalate dai servizi socio-sanitari, per le quali la Casa può offrire il supporto delle proprie competenze sociali ed educative. Per le persone che sono state già accolte si mantengono i rapporti con la Casa che continua a rappresentare un punto di riferimento stabile, a dimostrazione che le relazioni tra le persone non si interrompono. Sia per loro che per altri nuclei (segnalati dai servizi, seguiti con il Centro di ascolto o rientranti nella progettazione dell’housing sociale del Portico di Betsaida) si sperimentano forme di tutoraggio socio-educativo con attenzione a casa e inserimento lavorativo, nella convinzione che questi due elementi sono importanti per la ripartenza. Si forniscono per questo, oltre all’affiancamento socio-educativo, supporti attraverso l’inserimento e l’accompagnamento lavorativo presso il Laboratorio dolciario e la Focacceria Don Puglisi.

I percorsi di accompagnamento alle persone in tutti e tre i versanti sono individualizzati. Ad una lettura dei bisogni e delle difficoltà immediate corrisponde una ‘progettazione artigianale’ con obiettivi a breve, medio e lungo termine, sia sul versante sociale che su quello educativo. Con una scheda che aiuta a documentare i passi. Nella presa in carico si guarda alla persona tenendo conto del vissuto, delle debolezze e difficoltà ma anche e soprattutto dei punti di forza e delle risorse che ciascuno ha, riuscendo anche ad individuare e cogliere quelle piccole sorprese che nel cammino educativo le persone che ci sono affidate ci riservano. Si fa molta attenzione al campo relazione e alla crescita in tutte le dimensioni della vita, comprese la gioia e la felicità.