Caritas diocesana, 290 volontari per dare una ‘risposta’ a 5.000 ‘storie’ di fragilità

Caritas diocesana, 290 volontari per dare una ‘risposta’ a 5.000 ‘storie’ di fragilità

“La Caritas non può essere solo la barelliera della storia. Noi, come Chiesa, dobbiamo essere quelli che denunciano questo sistema, riconoscendo un’esigenza di giustizia. Se la carità non si lega alla giustizia, infatti, non c’è pace”. Parole chiare quelle pronunciate ieri sera, al Santuario della Madonna delle Grazie, a Modica, da don Tonio Dell’Olio, presidente della Pro Civitate Christiana di Assisi. Don Tonio ha tenuto l’incontro al termine della messa celebrata dal vicario generale, monsignor Angelo Giurdanella. Come tema è stato scelto ‘Per una città a misura di sguardo’, un momento diocesano in cui sono stati sintetizzati i cammini di aiuto ai poveri per promuovere ‘ripartenze’ e di attenzione alle povertà educative. È stato Cristian Modica, responsabile della rete dei centri d’ascolto a introdurre l’incontro. Ha parlato dell’impegno della “rete di aiuto per garantire una promozione integrale delle persone di cui ci si prende carico”. Un lavoro svolto in 43 Caritas parrocchiali (centro di ascolto, distribuzione alimenti, indumenti, farmaci, atelier della solidarietà, empori solidali, mensa di accoglienza, doposcuola, servizio doccia, servizio in carcere). E ancora le opere caritative legate alla fragilità sociale, psicologica, disabilità fisica- mentale; l’8° Sacramento, legato a percorsi di sostegno di bambini che vivono momenti di temporanea difficoltà familiare, sociale, scolastica. Tutto questo grazie all’impegno di 290 volontari che cercano di dare una ‘risposta’ a cinquemila persone. “Cinquemila storie diverse, storie spesso difficili– ha aggiunto Cristian -. Dal 2010, poi, ci sono i cantieri educativi: siamo arrivati a nove con seimila bambini e altrettante famiglie”. E ancora il Progetto ‘Presidio’ per un sostegno contro lo sfruttamento dei lavoratori stranieri e con la scuola d’italiano, a Pachino. Poi don Tonio ha commentato tre brani della Parola di Dio, legati da un elemento: lo sguardo, la prossimità. Bartimeo, Zaccheo e la guarigione operata da Pietro e dagli apostoli dopo la resurrezione di Gesù. Commentando il brano di Bartimeo, che riceve la vista da Gesù, don Tonio ha sottolineato l’importanza di dare un nome a chi si aiuta, perché “così gli si riconosce dignità”. E ha aggiunto: “Qualche politico si è improvvisato esperto in esegesi e ha detto che il prossimo è chi ci sta vicino. Il prossimo è colui al quale mi faccio prossimo, colui al quale io mi avvicino”. E ancora: “Oggi c’è chi sgrida i poveri, si criminalizzano i poveri: è la disumanità che trionfa”. Riprendendo le parole del vangelo, ha indicato un’azione da compiere per rendere più efficace il compito svolto dalla Caritas: “Gesù si ferma. Dobbiamo avere il coraggio di fermarci”. La Caritas è chiamata a “operare gesti di liberazione, non avendo in mente ciò che noi pensiamo gli altri abbiano bisogno, ma chiedendo loro, come fece Gesù con Bartimeo: Che vuoi che ti faccia?”. Quindi la figura di Zaccheo, che richiama il senso della giustizia, il restituire con sovrabbondanza. “Non possiamo non accorgerci che c’è un’economia che produce miseria, e dobbiamo denunciarlo. C’è una migrazione da sud a nord con i barconi, ma c’è anche quella da nord a sud per sfruttare l’Africa. Il migrante che arriva qui viene a chiederci la restituzione di ciò che gli abbiamo sottratto. Non li stiamo aiutando a casa loro come dicono alcuni, stiamo invece appoggiando nelle loro terre una classe dirigente, messa lì da noi perché possa essere facilmente corrotta per ottenere le concessioni delle estrazioni di oro, argento, silicio, coltan”. Ha concluso poi con un appello “ad arrivare prima”, in campo educativo, prima che i bambini e i ragazzi vengano attirati da modelli sbagliati che rischiano di condizionare in modo indelebile le loro vite. Maurilio Assenza, direttore della Caritas diocesana, ha riassunto due spunti, come traccia ‘operativa’: “Ogni bambino deve avere qualcuno accanto e per far questo è importante che ci fermiamo”. Ha concluso l’incontro il parroco, don Stefano Modica, il quale ha condiviso il discernimento che si sta facendo in parrocchia per pensare all’utilizzo dei locali annessi al santuario come luogo per mostrare vicinanza concreta ai poveri, perché possano “trovare amore, nel nome di Maria”. Prima dell’incontro al Santuario della Madonna delle Grazie, don Tonio aveva incontrato i giovani al Carmine, nell’ambito del percorso sui principi costituzionali fondanti la nostra Repubblica con il progetto “Dalla carta alla vita” arrivato al suo 4° e penultimo appuntamento. Si è parlato di diritto internazionale, di Europa (con uno sguardo ai tempi attuali) e di ripudio alla guerra.