LA NOSTA MISSION

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Una chiamata all’accoglienza è all’origine della Casa don Puglisi. Chiamata a cui abbiamo risposto cercando, attraverso una rielaborazione continua (e da credenti nell’ascolto del Signore) di maturare alcune scelte fondamentali che strutturano l’esperienza e la rapportano al territorio.

 

L’accoglienza nella Casa don Puglisi è di tipo educativo. Per questo non sono possibili pronte accoglienze, e le situazioni urgenti hanno bisogno di un iter di chiarificazione. La misura di ogni passo e di ogni confronto nel lavoro di rete con i servizi sociali e sanitari va ritrovata nell’impegno a far crescere le persone con aderenza alla vita e relazioni sane e adulte. Cercando il meglio, ma anche dicendo il ‘vero’, riconoscendo quando è necessario limiti e fallimenti ed affrontandoli in modo ‘riparativo’, fin quando si può e non si nuoce agli altri. Diversamente bisogna prendere in considerazione anche la sospensione dell’accoglienza.

L’accoglienza nella Casa don Puglisi si qualifica attraverso l’analogia con una grande famiglia in cui si riceve (farsi aiutare è segno di maturità) e si dà, si partecipa ai momenti comuni, si ha cura dei valori più alti, si imparano le responsabilità e il senso di appartenenza che fanno crescere come uomini e donne in relazione, progressivamente capaci di vera ‘autonomia’ e quindi di relazioni ‘vere’.

Al cuore della Casa don Puglisi vi è la relazione, che nasce dal cuore di Dio e che, per tutti, si autentica quando ci ritroviamo con gli altri senza spirito di seduzione e di possesso, con pazienza, consapevolezza e fiducia. Perché “ogni vita merita un romanzo” e nel cuore di ognuno ci sono nascosti talenti.

 

Ai piedi della crescita dei bambini e di chi soffre, tutti impariamo a vivere con più verità e serietà. Per questo l’educazione non è tecnica, ma arte, arte grande, che lega Casa e Città nella tensione verso ciò che è nobile, buono, bello. Da qui l’impegno a sempre “mirare in alto” e curare l’offerta di mete e nutrimenti veri.

Educare è difficile, ma anche possibile e bello. Richiede intelligenza, discernimento e amore. Chi partecipa all’esperienza della Casa deve avere coscienza che ogni gesto, parola, azione ha valenza educativa. Questo comporta una consapevolezza diffusa e l’impegno a rapportarsi con gli educatori che sanno bene i passi utili ad ognuno. I bambini occorre metterli al centro, senza mai restare seduti, disinteressati o, peggio, annoiati. Con gli adulti occorre essere attenti e affettuosi, ma anche discreti e capaci di contenimento. Tutto questo non si improvvisa: bisogna lavorare su se stessi, con una disponibilità ad autoeducarsi per imparare ad unire tenerezza e fermezza. Fiorisce allora l’amore vero, oblativo, adulto; e ci si scopre collaboratori di Dio, che resta il primo educatore con tratti precisi che possono essere rintracciati nelle pagine della Bibbia.

 

I bambini e i poveri sono la “misura” di una politica che cerca veramente il bene comune. I bambini ci chiedono parole, scelte, gesti veri. Per loro sono importanti precisi e corali “patti educativi” tra famiglie scuole, parrocchie, enti locali, associazioni. E le politiche sociali vanno intese in modo trasversale, perché in tutti gli ambiti (cultura, urbanistica, sviluppo economico) restino centrali la persona e il bene comune.

L’economia contribuisce alla crescita della Città se sa unire lavoro e solidarietà nell’attenzione a tutte le dimensioni della vita. Diventa importante nel nostro Sud una rete di infrastrutturazioni sociali che diano ‘capacità’ agli individui e possibilità di ripensare insieme il nostro futuro. La Casa partecipa per questo ad azioni di sistema, nella rete attivata dalla Fondazione di comunità Val di Noto, da Caritas Italiana, dalla Scuola di economia civile e si collega con amici che condividono tensioni alla giustizia e alla pace (da Paganica all’Aquila alla comunità missionaria intercongregazionale che ci lega con il mondo).

Associazione di volontariato e Cooperativa

La governance della Casa e delle attività collegate è affidata all’Associazione di volontariato don Giuseppe Puglisi (che cura in modo particolare le attività educative, sociali e culturali della Casa) e della Don Giuseppe Puglisi Cooperativa Sociale Onlus (che cura in modo particolare le attività di economia solidale).