LA CASA NELLA/PER LA CITTÀ

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Il rapporto con la città è insito nel DNA della Casa, nata come segno di una corale solidarietà. Rapporto che si concretizza in alcuni momenti di riflessione; nella partecipazione alla costruzione di politiche sociali trasversali nell’ottica del welfare generativo; nell’offerta di segni per un’economia a misura d’uomo; nel cantiere educativo Crisci ranni. In senso ampio il rapporto con la Città diventa anche apertura al mondo (Muhanga in Africa) o a situazioni che ci interpellano come il terremoto in Abruzzo (il gemellaggio con Paganica). In questi rapporti, sono maturate precise convinzioni:

Chi ama non può restare qualunquista. La politica è una forma alta di carità: la Casa rifiuta ogni forma di comoda neutralità ed interviene, quando è necessario, per la difesa dei poveri (pensiamo in modo particolare agli immigrati) e del bene comune (contrastando clientelismo e mafie).

La Casa rifiuta ogni strumentalizzazione politica o commerciale, ma anche ogni forma di sterile polemica. Collabora a tutti i livelli del sociale su basi leali e costruttive, preservando la propria specificità, selezionando con cura le collaborazioni.

La politica va riscoperta come un «uscire insieme dai problemi» – come amavano dire di ragazzi formati da don Lorenzo Milani. Per questo va favorito tutto ciò che fa crescere l’ascolto di tutti le voci, il pensare, il racconto comune.

E la Casa favorisce il racconto comune con l’offerta di fiabe e itinerari teatrali (per es. in occasione della festa del cioccolato) e in modo particolare attraverso il PRESEPE DELLA CITTÀ, evento di comunicazione della Fondazione di comunità Val di Noto per la valenza comunitaria che assume: viene preparato attorno ad un fiaba con i bambini della scuola materna e primaria (partecipano da 2000 a 2500 bambini) e diventa un manufatto comunitario che la città può visitare nel tempo di Natale e oltre, riconoscendosi attraverso la Casa come città fatta di famiglie che si incontrano, di adulti che imparano dai bambini lo stupore, di sensibilità diverse che diventano polifonia.

IL PRESEPE DELLA CITTÀ 2015/2016 – LA CREAZIONE E LA LUCE VERA
Donare tempo ai bambini … per avere da loro in dono lo stupore

Che ne dite se facciamo un laboratorio sul presepe, invitando i bambini delle scuole di Modica?» È con questa proposta, inusuale e a primo impatto un po’ azzardata, che comincia la nostra avventura del presepe per la città alla casa Don Puglisi. L’entusiasmo e la fiducia hanno avuto la meglio e, messe da parte tutte le riserve, si è cominciato a pensare ai bambini, immaginando un’esperienza che fosse “a loro misura”, che potesse coinvolgerli e renderli protagonisti. Da qui il racconto della creazione entro cui si è collocata l’Incarnazione come la Luce vera che sconfigge le tenebre, il laboratorio di manipolazione dell’argilla e la parte della creazione vera e propria del presepe. Con forti sensazioni in cui si sono intrecciati luci e ombre, magica atmosfera, soffio, respiro di vita, stupore, candore… E quindi polifoniche azioni: manipolare, sperimentare, imparare, giocare, divertirsi, condividere, aiutarsi. E ancora: timore, entusiasmo, curiosità, gioia, vivacità… Ricordiamo qualche episodio. Qualche lacrimuccia scesa sul volto… Un bimbetto commosso dalla bellezza del racconto fatto… Bambini che applaudono perché gli è tanto piaciuto il racconto… La sorpresa del bambino di nove anni che ha sentito venir fuori il suo respiro dall’argilla… La laboriosità con cui un bambino di quattro anni lavora l’argilla facendo progetti di ogni tipo (strade, gallerie, ponti)… L’intuizione di una bimba di sei anni che capisce che l’argilla può prendere ogni forma… E un bimbo di sei anni, visitando la Casa, esclama: «Io ci vorrei venire ad abitare qui». Che dire della sicurezza/certezza con la quale un bambino di quattro anni in cappella dice: «Io ci voglio venire qua con i miei genitori per la preghiera». L’icona di don Pino, con il seme di grano che muore per portare frutto, sembra essere lì a ricordarci come sia importante “sprecare” tempo, darne in abbondanza. Potendo cogliere come, il seme gettato, ora fiorisce in conoscenza, apertura, collaborazione e condivisione, solide radici, ali per volare.

IL PRESEPE 2016/2017, PIOGGIA DI STELLE

Chi dona genera legami forti che rendono bella e coesa la città

Il “presepe della città” diventa ogni anno per la Casa don Puglisi anzitutto una relazione con la città incontrata nei bambini, incontrata nello stupore dei bambini, e, attraverso di loro, diventa incontro con le famiglie e le scuole. Il tema del 2016 è stato il cibo “buono” e condiviso, dispiegato a partire dalla bellissima fiaba “Pioggia di stelle”. Da ottobre più di 2000 bambini sono venuti a trovarci. Ogni mattina, dopo esserci salutati e presentati, si andava in un laboratorio allestito per l’occasione. Un luogo incantato, un bosco in cui i bambini si siedono su un tappeto verde e si preparano ad ascoltare la fiaba che verrà loro raccontata. Cala il buio e l’apertura del librone fa nascere la luce che dà inizio alla storia. Per mezzo di una lavagna luminosa e di un’abile mano, la fiaba prende vita. Una dolce musica di sottofondo accompagna la voce narrante che, in armonia con le immagini, incanta i bambini. L’inchiostro si spande. Dal movimento e dall’incontro dei colori appaiono il sole, la terra, il prato e il bosco, che fanno da sfondo alle vicende della protagonista della fiaba. La bambina dona il suo pezzetto di pane e tutto ciò che ha. Il cielo si commuove e una pioggia di stelle la riveste e magicamente ricopre anche i piccoli spettatori che, con stupore, si accorgono della luce che li avvolge e cercano di catturarla. Ma è solo in una piccola cucina che la luce delle stelle diventa materia. Qui infatti tocca ai bambini rimboccarsi le maniche e realizzare con un pezzetto di pasta di pane dei biscotti a forma di stelle. Tutti insieme, con piccoli utensili e tanta gioia, preparano la merenda che poi condivideranno. Non senza essersi prima fermati per dirsi una cosa importante: chi dona è re, la vera regalità è quella di chi dona. Per questo i bambini vengono simbolicamente incoronati e accompagnati all’interno del salone. Qui una grande tavola imbandita e un unico grande trono permette loro di sperimentare la bellezza del mangiare tutti insieme, condividendo la merenda solidale con i rustici e i biscotti di focacceria e laboratorio don Puglisi e ciò che hanno preparato loro stessi. Infine ci consegnano con tanto orgoglio le casette di cartone che hanno realizzato insieme a genitori e insegnanti per allestire il presepe della città. Le casette dei bambini diventano mattoni di un legame riscoperto, creano città e fanno della Casa Don Puglisi un luogo simbolico della città che assume nella Casa, nelle relazioni di dono, la misura della sua bellezza. 2000 case in una Casa, piccole installazioni che si possono già ammirare appena varcata la porta. Pezzi di città che, attraversate, ci conducono alla luce del dono. Così, in cammino per la Casa, si giunge al salone dove l’installazione principale regala un messaggio, fatto di cuore con luci, suoni e colori. È la semplicità della fiaba “Pioggia di stelle” dei fratelli Grimm che consegna emozioni e fa risvegliare nel cuore la bellezza della condivisione, del donare ciò che ci viene donato.

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